Viaggio nel museo dedicato al silenzio

Si trova nel borgo di Fara in Sabina, in provincia di Rieti, all’interno del Monastero delle Clarisse Eremite


Sembra un luogo che non esiste. Eppure si può visitare e vivere dal profondo. Senza alcun suono che possa distrarre dall’essere presenti in uno spazio davvero unico. È il Museo del silenzio che ha come protagonista ciò che non si sente né si vede, un vuoto che poi diventa essenza. Non è un’immagine fantasiosa ma ha un indirizzo preciso: si trova nel Lazio a Fara in Sabina, borgo in provincia di Rieti, a una quarantina di chilometri da Roma. All’interno di un altro angolo senza tempo: il “Monastero delle Clarisse Eremite” monache di clausura. È stata l’attuale Abbadessa a volerlo creare nel 2004 con l’obiettivo di far conoscere l’anima di questo antico sito in cui dal 1600 vigeva per l’appunto la regola del silenzio assoluto.

Un’emozionante esperienza di assenza-presenza

Dunque una galleria espositiva dedicata a un’astrazione divenuta compagna quotidiana, molto concreta, per chi si è votato alla vita contemplativa. Per fare esperienza di questa emozionante assenza-presenza si entra in una sala rettangolare che faceva parte dell’antica chiesa di Santa Maria in Castello esistente dal XV secolo, della quale è rimasto un affresco quattrocentesco che raffigura la Madonna della Misericordia. La chiesa successivamente è stata inglobata nell’edificio seicentesco del monastero fungendo da parlatorio, ovvero l’unico ambiente di collegamento con il mondo esterno. Lo spazio in cui si accede è completamente buio e il silenzio viene interrotto solo da una voce mentre appaiono delle grate proiettate sull’affresco e sulla volta a rappresentare la separazione con il brusio del mondo, l’isolamento da ogni rumori per riportare all’interno del sé.

Le regole monastiche silenti
Poi vengono illuminate alcune teche che accolgono oggetti che simboleggiano la quotidianità monastica fatta di preghiera, lavoro, cucito, ai quali vengono dedicate le proiezioni in una sorta di ideale recinto di suggestioni. E di memoria senza voce. Forse proprio per ascoltarla, senza sentirla, ci si immerge in luogo non luogo. In cui risuonano solo i punti delle Costituzioni del monastero di Fara, chiamato anche ”Monastero della solitudine di Santa Maria della Provvidenza soccorrente di solitarie scalze di S.Chiara”, che riportano le antiche regole silenti. Il biglietto di ingresso costa 5 euro, la visita dura circa un’ora ed è possibile pernottare nella foresteria della comunità delle Eremite

FONTE: La Stampa

Posted in: Cronaca

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