Fondi Ue, “a Modena è vietato perdere un solo euro dall’Europa”: così il Comune è tra i più virtuosi d’Italia

Staff dedicato e nessun consulente esterno nella squadra che in Comune gestisce tutte le fasi dei bandi per ottenere i finanziamenti. Una formula che gode del pieno sostegno di sindaco e giunta e che dal 2014 al 2019 è riuscita a conquistare 29,7 milioni di contributi, investiti dalla riqualificazione alle piste ciclabili. La responsabile Antonella Buja: “Siamo percepiti come una risorsa. E la nostra regione è la migliore in Italia nell’uso dei fondi strutturali”

<!–

–>
“Non dobbiamo perdere un euro dall’Europa“. Il mantra dell’ufficio al terzo piano del Comune di Modena è inequivocabile. È un ordine che arriva direttamente dall’amministrazione comunale, che da 22 anni ha deciso di mobilitare risorse interne ad hoc per attrarre finanziamenti europei e che sta chiudendo la programmazione 2014-2020 col successo più grande di sempre in termini di contributi. La strategia dell’ufficio Politiche europee e relazioni internazionali in Piazza Grande ha funzionato e i numeri parlano chiaro: il Comune dal 1996 al 2018 ha portato a casa 36,6 milioni di euro, di cui 29,7 soltanto dal 2014 al 2019 con la vittoria di 39 bandi su 95. Soldi che includono contributi da fondi strutturali (su cui c’è la tripartizione delle fonti di finanziamento tra Commissione Ue, governo e regione), fondo di sviluppo e coesione (risorse del Comitato interministeriale per la programmazione economica), e fondi a gestione diretta (che arrivano direttamente dalla Commissione europea). Traguardi che per l’Osservatorio eGovernment della School of management del Politecnico di Milano sono il sinonimo di una gestione tra le più virtuose su scala nazionale.
Negli ultimi anni il marchio dei fondi Ue aModena è stato associato alla riqualificazione dell’ex Amcm (Azienda municipalizzata del Comune che fino al 1995 gestiva le reti luce, gas, acqua e il trasporto pubblico comunale), una vasta area a ridosso del centro storico. Dopo la chiusura della centrale Enel e dell’azienda per l’energia (ex Aem) era stata avvolta dal degrado, ma adesso guarda al futuro. L’ex centrale ospiterà entro la primavera 2020 il nuovo Teatro delle Passioni, che mette in scena opere contemporanee e d’avanguardia, e la sede di Emilia Romagna Teatro Fondazione. Il costo complessivo, di 5 milioni di euro, è stato finanziato dal Por-Fesr (Programma operativo del Fondo europeo di sviluppo regionale) per 2,850 milioni, e il Comune ne ha messi di tasca sua 2,15. Il cofinanziamento è infatti uno dei principi cardine dei fondi strutturali: prevede che il contributo dei beneficiari, nei territori come quello di Modena, si aggiri tra il 20 al 30% e il restante 80-70% venga ripartito tra Commissione Ue, governo e regione. L’ex Aem (Aziende elettriche municipalizzate), invece, è già un laboratorio aperto della creatività, con spazi di co-working, eventi dedicati alla realtà virtuale e alla formazione aziendale. Lo stesso spazio polivalente dove è stata conferita la cittadinanza onoraria a Vasco Rossi.

FONTE: Il Fatto Quotidiano

Posted in: Politica

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...