Dalla Lega al M5S, Pd e Forza Italia: le inchieste che pesano sul voto

Sono le inchieste giudiziarie che pesano sul voto europeo del 26 maggio. Indagini che, a vario titolo, colpiscono quasi tutti i partiti in campo e che finiscono per essere ridotte ad “armi” nelle mani degli schieramenti politici rivali.

I più audaci ci vedono, addirittura, uno scontro fra toghe di diversa ideologia. Resta il fatto che le inchieste appaiono comunque basate su indizi quantomeno concreti.

Si va dall’indagine sui fondi elettorali per 49 milioni di euro della Lega, all’arresto del pentastellato ex presidente dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito, fino alle raccomandazioni nella sanità umbra della governatrice dem Catiuscia Marini.

Lega
Il partito di Matteo Salvini risulterebbe tra i più opachi nella gestione dei fondi. Questo almeno stando alle indagini della Guardia di finanza e dei Carabinieri, che hanno fatto luce su sospette operazioni finanziarie illecite per celare i finanziamenti diretti alla Lega. L’ipotesi – che emerge incrociando le indagini di tre diverse procure – porta a ritenere esistenti più casseforti riconducibili al partito sovranista, nascoste sotto la forma giuridica delle associazioni o fondazioni. Ma andiamo per gradi.
Procura di Genova, i 49 milioni di euro – I pm di Genova, attraverso gli accertamenti della Guardia di finanza, hanno ricostruito il vasto «sistema» per sottrarre, tra il 2008 e il 2010, i finanziamenti al Carroccio. Verifiche che hanno portato il Tribunale del capoluogo ligure a emettere una sentenza il 24 luglio 2017, con cui sono stati condannati, tra gli altri, Umberto Bossi e l’ex tesoriere Francesco Belsito. Attraverso un accordo con la Procura di Genova, la Lega potrà restituire la somma in 80 anni.

Procure di Roma e Milano, i finanziamenti alla “Più Voci” – Indagini in coordinamento tra i pm di Roma e Milano riguardano i finanziamenti alla “Più Voci”, una associazione presieduta dal tesoriere ufficiale della Lega Giulio Centemero. Secondo i pm capitolini, tra il 2015 e il 2016 l’immobiliarista Luca Parnasi ha finanziato, con 250mila euro, l’associazione attraverso accordi presi anche con Centemero. L’imprenditore romano ha specificato a verbale che quel denaro aveva lo scopo di stringere rapporti con l’imprenditoria del nord. Un secondo finanziamento, in programma per marzo 2018 (in corrispondenza delle elezioni), non è stato portato a termine. Questa seconda erogazione, a detta di Parnasi, aveva lo scopo di finanziare la Lega.
La Procura di Milano ha un fascicolo molto simile, che riguarda i finanziamenti di altri gruppi imprenditoriali alla “Più Voci”. Si tratta di un procedimento nato alla Procura di Brescia e inviato per competenza a Milano.
A Milano indagato il governatore Fontana –Secondo i pm, facendo nominare con una delibera il suo ex socio di studio Luca Marsico al Nucleo di valutazione degli investimenti della Regione, avrebbe violato il principio di imparzialità perché quel posto non era di nomina «fiduciaria» ma si trattava di un incarico che era passato per un avviso pubblico a cui hanno partecipato circa 60 persone.
Il peculato in Regione dell’attuale sottosegretario Rixi – Spese «illecite» per 19mila euro. Rischia una condanna a tre anni e quattro mesi il viceministro alle Infrastrutture, il leghista Edoardo Rixi, alla sbarra degli imputati per fatti compiuti quando era consigliere regionale della Liguria. La sentenza sarà emessa il prossimo 30 maggio. Stando all’accusa Rixi «nella sua qualità di capo del gruppo consiliare “Lega Nord Liguria Padania” e in quanto pubblico ufficiale» avrebbe presentato rendicontazioni irregolari dei costi sostenuti per le annualità 2010, 2011 e 2012.

Movimento 5 Stelle
Gli indagati dei pentastellati, salvo Virginia Raggi, sono stati fatti dimettere e allontanati dal partito.
Le tangenti al pentastellato Marcello De Vito – Alla Procura di Roma s’indaga su presunte corruzioni dietro il progetto del Nuovo stadio della Roma, ma anche di una serie di altre opere d’interesse degli imprenditori Claudio e Pierluigi Toti e Giuseppe Statuto. Secondo le indagini, lo scambio si sarebbe configurato con incarichi professionali dati all’avvocato Camillo Mezzacapo, socio di De Vito.
Lanzalone, il superconsulente del Movimento 5 Stelle – Sempre nel corso delle indagini sul Nuovo Stadio della Roma, i pm hanno messo sotto accusa Luca Lanzalone, ex presidente di Acea (municipalizzata capitolina che si occupa della rete idrica) nominato dalla sindaca Virginia Raggi referente per la costruzione dello stadio capitolino. Anche Lanzalone sarebbe stato corrotto da Luca Parnasi.
Raggi indagata per abuso d’ufficio – In merito ai fatti relativi allo stadio dei giallorossi, Virginia Raggi si trova nuovamente indagata con l’accusa di abuso d’ufficio. Per la Procura di Roma la vicenda era da archiviare, ma il giudice per le indagini preliminari ha ordinato nuovi accertamenti. La sindaca è coinvolta per presunti illeciti nella procedura di approvazione per la costruzione della nuova arena.

Partito democratico
Il caso è quello dell’ormai ex governatrice della Regione Umbria Catiuscia Marini. Indagata in una inchiesta per manipolazione di concorsi nella sanità regionale, la politica dem aveva prima rassegnato le dimissioni per poi, improvvisamente, revocarle. La polemica all’interno dello stesso partito è montata, al punto che nelle ultime ore la Marini ha dovuto rassegnare le dimissioni.
I concorsi alla Regione Umbria – L’indagine che coinvolge il Partito democratico è quella della Procura di Perugia sull’ex governatrice Catiuscia Marini, sull’ex segretario regionale del Pd ed ex sottosegretario all’Interno (governi Renzi e Gentilone) Gianpiero Bocci e sull’ex assessore Luca Barberini. Secondo i magistrati un’associazione per delinquere aveva preso il controllo della sanità regionale. Emilio Duca e Maurizio Valorosi, direttore generale e direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera perugina, erano ai vertici della «cupola» che aveva lo scopo di attuare «le richieste illegittime provenienti dalla classe politica», non accusata del reato associativo.

Forza Italia
Ci sono il consigliere regionale Fabio Altitonante, sottosegretario all’area Expo della Regione Lombardia, e il consigliere comunale milanese e vicecoordinatore regionale di Forza Italia Pietro Tatarella, candidato alle Europee, tra gli arrestati nell’operazione della Dda di Milano. Indagata anche Lara Comi in concorso con Marco Bonometti, degli industriali lombardi. L’inchiesta ruota attorno all’imprenditore del settore rifiuti e bonifiche ambientali, Daniele D’Alfonso della Ecol-Service srl, anch’egli arrestato, ha fatto emergere una presunta rete di corruzioni a più livello all’interno di Forza Italia

FONTE: Il Sole 24 Ore

Posted in: Politica

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