Scontri ultrà, Raggi: «Paghino i club». Lotito: «Non siamo bancomat»

L’area intorno allo Stadio Olimpico ancora si lecca le ferite dopo i disordini di mercoledì sera in occasione della finale di Coppa Italia tra Lazio e Atalanta e in Campidoglio parte il refrain: «Le squadre di calcio guadagnano milioni e pagano milioni per gli stipendi dei calciatori.

Non è giusto che siano i cittadini e le amministrazioni a farsi carico delle spese per il mantenimento della sicurezza: non si può mettere sotto assedio una città», tuonava dopo i tafferugli, con le auto dei vigili urbani incendiate, la sindaca Virginia Raggi pronta ora a presentare il conto direttamente alle società sportive tramite l’emanazione di una delibera ad hoc ribattezzata delibera hooligan che arriverà in giunta con ogni probabilità la prossima settimana. Non è la prima volta, tuttavia, che la Raggi lascia intendere la volontà di riaversi sulle società sportive che, secondo lei, non possono tirarsi indietro di fronte agli atti compiuti da «barbari». Ovvero dagli appartenenti alle tifoserie più violente, pronte a mettere in pericolo la Città Eterna ogni volta che si gioca un match importante e che costringono, in primis, i vigili urbani a garantire il controllo per il Comune.
Soldi spesi per servizi straordinari che, a quanto pare ricadono solo ed esclusivamente sulle spalle dell’amministrazione, anche se forse alla sindaca è sfuggito il testo di un Manuale di polizia locale dove si attribuiscono (già dal 1998) agli organizzatori di eventi culturali e sportivi le spese per i vigili. Di sicuro, la proposta, in fase di ultimazione, aleggia già da un po’ tra le stanze di palazzo Senatorio e nella mente della prima inquilina del Comune di Roma in base ad eventi analoghi accaduti in un passato neanche troppo remoto. Era il 13 dicembre dello scorso anno quando la Capitale fu messa a ferro e fuoco a poche ore dal fischio d’inizio del match di Europa League tra Lazio e Eintracht Francoforte. In strada volarono bottiglie, bombe carta, i disordini invasero tanto la zona dello Stadio quanto quella del Centro. E la Raggi all’epoca (come oggi) fu perentoria: «I tifosi li vogliamo, le bestie no» lasciando intendere che le società avrebbero dovuto fare la loro parte. Ma c’è già chi promette battaglia.
LA BATTAGLIA
La proposta della Raggi ha trovato la sponda nel governo, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti, si è detto possibilista: «Credo che la richiesta alle società di una contribuzione per le spese di ordine pubblico sarà confermata». Di tutt’altro parere i grandi club del calcio, pronti a dare battaglia soprattutto sulla percentuale di contribuzione chiesta loro, «Al 5 o al 10 per cento? si domanda Giorgetti Mi dicono che già per il 5 per cento le società sono molto restie, ma da quanto ho saputo da Salvini lui è determinato ad andare avanti su questa strada». Mesi fa una commissione della Lega di Serie A è stata a palazzo Chigi per discutere l’argomento, facendo notare che i club contribuiscono già con circa 20 milioni all’ingaggio di stewards e video sorveglianza e che gli incidenti avvengono lontano dagli stadi. E su questo si muovono ora le contrarietà delle società. Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, infatti, ribatte: «Sarà oggetto di confronto perché le società non devono diventare dei bancomat», mentre negli ambienti della Roma c’è chi tiene a sottolineare le spese già sostenute: la società ritiene già di partecipare a quei costi perché paga un quantitativo di tasse molto alto ed ha una grande esposizione fiscale. Le tasse che attualmente paga la Roma servono a pagare i servizi. Proprio su quest’ultimo aspetto nel testo di delibera la Raggi ha deciso di inserire il riconoscimento al Campidoglio dei costi aggiuntivi per il personale di Roma Capitale impiegato durante i grandi eventi sportivi, a partire dai vigili urbani. Nella delibera, dunque, anche un regolamento nel quale sarà prevista la quantificazione del costo del personale di polizia locale. Più banalmente, le società dovranno pagare le ore di lavoro ordinarie e straordinarie dei vigili.
I PRECEDENTI
Chissà se la Raggi ha avuto tempo e modo di scartabellare nell’archivio del Campidoglio alcuni testi datati per trovarsi di fronte a disposizioni già decise nel lontano 1998 ma evidentemente mai applicate o applicate con superficialità. Si chiama Manuale di servizi al cittadino della polizia locale nel quale è scritto che i servizi a pagamento per l’uso dei vigili urbani possono essere richiesti agli «organizzatori di eventi di carattere economico che abbiano particolare impatto sul sistema della mobilità e della viabilità cittadina». E per «servizi a pagamento» si intendono quelli «svolti in occasione di manifestazioni culturali e sportive i cui organizzatori ricavano un utile dallo svolgimento delle suddette attività». Di che cifre parliamo? Trentanove euro per ora o frazione di ora di un dipendente fornito di auto o moto.
Camilla Mozzetti

FONTE: Il Messaggero

Posted in: Sport

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