Napoli, crollo a Palazzo Doria d’Angri: sassi sui passanti

I tempi delle tragedie sfiorate, dal centro a Chiaia. La Riviera inciampa, affanna e barcolla. L’ultima caduta qui risale a domenica: il crollo di un palo interno alla Villa Comunale e strada chiusa per diverse ore.

Ieri pomeriggio, nel cuore del centro, in via Maddaloni, grossi pezzi di piperno sono piovuti giù a 20 centimetri dalle teste dei turisti, dallo storico Palazzo Doria d’Angri. Da lì, nel 1860, si affacciò Garibaldi per annunciare l’Italia unita. Due settimane fa, all’angolo di corso Umberto, un drago di metallo si è staccato da un palazzo e ha aperto la tempia di un giovane tedesco appena sceso dalla nave da crociera.«Serve più manutenzione di palazzi, alberi e strade – denuncia il consigliere regionale dei Verdi Francesco Borrelli – Altrimenti presto ci scapperà il morto».


La paura è stata autentica. Ieri, poco dopo pranzo, dal balcone sgretolato cominciano a staccarsi grossi pezzi di piperno. Cadono pesantemente sulla soglia dell’ingresso secondario del palazzo. Restano una balaustra di legno e un nastro biancorosso a recintare i massi. Qui passano decine di turisti al minuto: «È vergognoso che un palazzo storico sia preda dell’incuria e si sbricioli in questo modo. Stiamo parlando di un edificio che fa parte della storia della città – dicono Borrelli e lo speaker radiofonico Gianni Simioli – Da tempo denunciamo la mancanza di manutenzione di tanti edifici napoletani. Molto spesso questa incuria si traduce in un pericolo pubblico con il rischio consistente di caduta di calcinacci. È inaccettabile che sussista il rischio di farsi male mentre si cammina in strada». La paura è stata tanta, come le proposte in stand by per la sicurezza degli edifici storici belli, antichi e vecchi. Il Comune sta lavorando sui fondi per un nuovo progetto Sirena. In Regione si pensa al rilancio del sistema Bonus o Eco Bonus, dalla II Municipalità arriva la proposta di ridurre fino al 50% la tassa di occupazione di suolo pubblico sui cartelloni pubblicitari dei palazzi in ristrutturazione. Tutto in fieri, però.

Il grosso palo verde, molto vecchio – e con fregio decorativo alla base – crollato domenica dalla Villa Comunale verso via Riviera, ieri era ancora lì. Transennato e adagiato nella selva del prato non potato del parco di Chiaia. A chi spetta la manutenzione? «È un palo di sostegno della pubblica illuminazione», spiegano da Anm. Non risulta però nell’elenco della Citelum. Come mai? «In passato – rispondono da Palazzo San Giacomo – e cioè prima di passare alla funzione di illuminazione pubblica, serviva a far passare l’energia per il tram». Probabile, dunque, che ci sia stato un «difetto di aggiornamento dell’elenco»: «Nei prossimi giorni, attraverso Citelum, verrà fatto un check su tutti i pali della zona – spiega Marco Gaudini – Ho sentito l’amministrazione in qualità di presidente della commissione Ambiente. Controlleremo i pali di viale Dohrn, Riviera di Chiaia e Villa Comunale».

La Riviera è in affanno da molti anni, da quando si sono aperti i cantieri infiniti della Linea 6 e si è frantumata la facciata di Palazzo Guevara di Bovino, in quel maledetto 4 marzo del 2013. Da allora la via nel cuore di Chiaia non si è mai rialzata. Qui, dove le aree di scavo non si contano più e gli operai spaccano l’asfalto un giorno sì e l’altro pure, residenti e commercianti sono esausti oltre che preoccupati: «La Linea 6 ha distrutto il commercio in zona – si sfoga Lorenzo Barbato, titolare della pizzeria la Tiella – Qui non passa più nessuno». «A fine maggio inizieremo a smontare le impalcature – filtra dal cantiere del civico 72 – Serviranno due mesi. Poi gli operai della metro completeranno il piazzale. La settimana scorsa c’è stato però il primo contro trasloco a palazzo Guevara. Qualcuno ha riportato qui i mobili». A 6 anni dal crollo.

FONTE: Il Mattino

Posted in: Cronaca

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