Delitto dell’ex pentito a Chiavari, c’è un’impronta: potrebbe essere quella del killer

Chiavari – Gli inquirenti hanno in mano le impronte di chi ha manomesso la telecamera dell’autosilo di corso Dante, la sera in cui è stato ucciso l’ex pentito e gioielliere Orazio Pino.

Questa potrebbe essere la svolta nelle indagini, per la squadra mobile genovese del diretta da Marco Calì e per gli investigatori della polizia scientifica coordinati dal dirigente Davide Balbi. Perché quelle impronte potrebbero appartenere al killer del gioielliere, freddato all’interno del silo con un colpo di pistola alla nuca, martedì sera scorso.

Gli inquirenti hanno utilizzato un potente software informatico (in dotazione anche ai tecnici della Fbi, e già utilizzato anche recentemente per il caso di Nada Cella) per riuscire a ricostruire l’intera impronta da un reperto parziale. La traccia dell’impronta è stata isolata sulla telecamera al quinto piano del parcheggio di corso Dante, quella che avrebbe potuto riprendere l’omicidio e che era stata puntata verso il pavimento.. Sin dai primi accertamenti, gli inquirenti sono stati convinti che fosse stato il killer, o qualcuno insieme all’assassino, ad aver manomesso quel dispositivo di sorveglianza, magari per timore di poter essere ripreso durante l’agguato. L’impronta parziale poi, è stata inviata ai laboratori della scientifica che sono riusciti a completarla.

FONTE: Il Secolo XIX

Posted in: Cronaca

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