Il giro di vite sul mobbing: dalle multe fino al carcere Le proposte

Non è prevista una disciplina organica a tutela del lavoratore mobbizzato e ora M5s torna all’attacco

– nella scorsa legislatura ci aveva provato la senatrice Taverna – per punire «chiunque, nel luogo o nell’ambito di lavoro, si rende responsabile di atti, omissioni o comportamenti di vessazione, discriminazione, violenza morale o persecuzione psicologica» che provochino «un degrado delle condizioni di lavoro tale da compromettere la salute fisica o psichica della lavoratrice o del lavoratore». La proposta di legge depositata a Montecitorio avrà comunque un iter non semplice, dal momento che non tutte le forze politiche accettano l’approccio giustizialista dei pentastellati. Il testo prevede la reclusione da sei mesi a quattro anni e multe da 30.000 a 100.000 euro. Pena aumentata di un terzo se gli atti sono commessi dal “superiore gerarchico”, della metà se avvengono nei confronti di una donna in stato di gravidanza o nel corso dei primi quattro anni di vita del figlio.

FONTE: Il Messaggero

Posted in: Cronaca

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