Bruxelles blinda Tria: è l’uomo giusto

E il titolare del Tesoro assicura: “Nessuna manovra bis, la flat tax non sarà nel Def”

di ANTONIO TROISE

Roma, 6 aprile 2019 – Niente flat tax subito, come chiede la Lega. E no a nuovi impegni di spesa senza coperture, come sollecitano i 5 Stelle. Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, va avanti sulla sua strada. E incassa a Bucarest il sostegno della Ue. «È l’uomo giusto, al posto giusto, al momento giusto», sentenzia il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici. Una blindatura che dovrebbe rafforzare il responsabile del dicastero Economia anche sul fronte interno, dopo gli attacchi dei pentastellati. Lo stesso premier Giuseppe Conte rassicura: «Deve stare sereno».

Ieri, Tria, ha lasciato in anticipo Bucarest, dov’era in programma la riunione informale dell’Ecofin per tornare a Roma e lavorare al Def, il Documento di economia e finanza, da varare entro martedì. Ieri, però il ministro ha voluto rassicurare il vicepresidente della Commissione Europea, Dombrowskis, sugli impegni italiani ma ha anche sgombrato il campo dal rischio di una manovra bis. Un’ipotesi, ha spiegato Tria, «neanche immaginabile con un rallentamento così forte in Italia, Germania ed Europa». L’unico dato certo è che il governo rivedrà al ribasso le stime di crescita del Pil. Ma senza arrivare alla crescita zero o addirittura negativa preannunciata, rispettivamente, da Confindustria e Ocse. Molto probabilmente, nel Def, l’asticella passerà dallo 0,9% previsto nella Finanziaria a un più realistico 0,4-0,5%. Un obiettivo che, ha spiegato Tria, sarà reso possibile dai decreti sblocca-cantieri e della crescita che dovrebbero avere un impatto di circa 4 miliardi. Le somme definitive, comunque, saranno tirate a giugno, quando comincerà il confronto con Bruxelles sul programma di stabilità.

Il Tesoro, per ora, sta studiando una versione light del Def, con l’annuncio di qualche riforma a costo zero, il riferimento alle misure per la crescita e una lunga serie di attenuanti, a partire dal rallentamento del ciclo economico, per giustificare lo sfondamento di qualche decimale del deficit, dal 2% fino a ridosso del 2,3-2,4%. Ma nulla di più, né sul fronte del fisco né su quello del welfare. Anche se Tria, ieri, ha lanciato segnali rassicuranti alla Lega: «La Flat tax ci sarà nella legge di Bilancio, con un riaggiustamento del sistema fiscale e, quindi, anche della spesa». In ogni caso, se il deficit dovesse sforare la soglia del 2%, potrebbero scattare anche le ‘clausole di salvaguardia’ inserite in Finanziaria. Con tagli anche per Reddito di cittadinanza e quota 100. Più complessa la partita del debito: il piano di privatizzazioni da 18 miliardi è rimasto, per ora, nel cassetto. Bruxelles non vuole mostrare i muscoli a ridosso delle Europee. Lo stesso Dombrovskis ha lasciato aperto qualche margine per concedere nuova flessibilità: «L’importante è che resti conforme al patto di stabilità e crescita». La resa dei conti slitta a settembre, quando si dovrà mettere mano alla nuova Finanziaria. Che parte già da una base di circa 40 miliardi.

FONTE: Quotidiano.net

Posted in: Cronaca, Politica

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