Il golden boy e il poliziotto bipartisan: la cricca del voto di scambio a Torre del Greco

Il suo soprannome è «golden boy» per un fare brillante, le camicie siglate, una vita dinamica accanto alla sua bella compagna torrese Alessia. Da ieri, Stefano Abilitato, 33 anni ad agosto, è agli arresti domiciliari nella sua casa di Torre del Greco.

I magistrati lo accusano di essere al vertice di un’associazione a delinquere, che pagava giovani per ottenere voti. Lui, Stefano, nel giugno scorso, di consensi ne ha presi 927 con la lista civica «Il cittadino». Un salto di qualità, rispetto ai precedenti 717 voti quando era ancora in Forza Italia legato al gruppo Cesaro.


Geometra, elegante nel vestire, barba curata, Stefano ha studiato all’Università telematica Pegaso. Poi la sua attività di broker assicurativo. Ufficialmente va così bene da consentirgli di sponsorizzare la locale squadra di calcio a 5 «Asd Torre del Greco Futsal», che gioca nel campionato regionale di C2 girone B. Non si perde una gara ed è anche un modo per mostrarsi in giro nella sua Torre. Ma nel 2017 non ha disdegnato un’assunzione da geometra a tempo determinato nella ditta edile «Tecnoimpresit» di Napoli. Eppure, anche se dichiara che il quartiere «San Giuseppe alle Paludi» è «sempre nel suo cuore», la campagna elettorale se l’è giocata ovunque con tutti i mezzi, sostengono gli inquirenti. Anche sostenendo il ruolo del dissidente con la precedente giunta guidata da Ciro Borriello, sindaco finito agli arresti con il conseguente commissariamento di Palazzo Baronale.

Secondo i magistrati, la campagna elettorale a suon di promesse in denaro sarebbe stata organizzata da Abilitato con il commercialista Simone Onofrio Magliacano, suo «fraterno amico». Davanti al popolare seggio Ipam di corso Garibaldi, nel giorno delle ultime elezioni a giugno, finisce anche in un video di Fanpage, che cerca di documentare i voti conquistati con 10-20 euro ciascuno. Ai magistrati dirà di aver speso solo 200 euro per il suo comitato elettorale in via Cappuccini e per i ragazzi che gli affiggevano i manifesti.

Riuscire a ottenere più voti doveva essere la strada per un posto nella giunta del sindaco Giovanni Palomba. Ma Stefano Abilitato non ce l’ha fatta, nonostante l’elezione in Consiglio comunale. E quando qualcuno gli ha chiesto il conto per averlo appoggiato alle elezioni, subisce un’aggressione davanti alla sede comunale in Largo Plebiscito. La denuncia subito, parlando di manifestanti non assunti al consorzio Gema, che chiedevano di essere ascoltati dal sindaco. Uno gli prese a calci a pugni la sua auto Smart. Il gip Antonio Fiorentino non crede alla sua versione e scrive: «È fin troppo evidente che quei giovani stavano contestando all’Abilitato il mancato rispetto di quel pactum sceleris stretto mesi prima delle elezioni».

«Felice giornata a tutti» aveva augurato, come ogni giorno, Ciro Piccirillo, 48 anni ad agosto, poliziotto con qualifica di assistente in servizio al commissariato di frontiera del porto di Napoli, sul suo profilo Facebook. Poi aveva inserito una pagina delle sacre scritture: «Insegnami, o Signore, la via dei tuoi statuti e io la seguirò sino alla fine» erano le parole dei Salmi che hanno anticipato la notifica del divieto di dimora consegnatogli dai carabinieri. Favoreggiamento e notizie sulle indagini in corso spifferate, sono state le accuse a Piccirillo, arrivato alla terza consiliatura consecutiva, candidato sempre con i vincenti di turno, con 319 voti ottenuti a giugno nella lista civica «La svolta per Torre del Greco». Colorita la soffiata: «Togliteve da là fuori, mò avite’nu controllo» avvisò a chi era fuori al seggio Ipam in attesa di reclutare elettori. Aveva saputo del servizio di verifica affidato ai suoi colleghi e aveva provveduto ad avvertire. Era preoccupato anche per sé, come scrivono i magistrati: lì fuori, «si stavano adoperando proprio per il Piccirillo con le schede ballerine, come riferito dal teste Massella». Per un pugno di voti.

FONTE: Il Mattino

Posted in: Cronaca, Politica

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