Case abusive da abbattere, spunta il condono cinquestelle

Magistrati, professionisti e ambientalisti sono di nuovo sul piede di guerra. Dopo aver varato il discusso condono edilizio per Ischia, il Movimento 5 Stelle sembra intenzionato a varare quello che molti definiscono un «nuovo colpo di spugna» sui manufatti abusivi di tutta Italia.

A scatenare l’allarme degli esperti è il disegno di legge numero 817 depositato in commissione Ambiente dal senatore grillino Francesco Urraro. Una proposta snella, composta da un solo articolo di sei righe, che rischia però di allentare gli attuali meccanismi vigenti in materia di sanatoria edilizia, regolati dall’articolo 36 del testo unico 380 del 2001. Che cosa dice esattamente la legge? In sintesi dice che per sanare una casa o un abuso (come ad esempio una veranda o un sottotetto), occorre che siano soddisfatte due condizioni: l’illecito dev’essere conforme alla disciplina urbanistica che era vigente al tempo in cui è stato materialmente realizzato, ma deve essere conforme anche ai regolamenti edilizi in vigore nel momento in cui viene presentata la domanda di

sanatoria. È il cosiddetto meccanismo della doppia conformità.

La ratio della legge è molto chiara: evitare il rischio che chi oggi chiede la sanatoria, possa indurre dietro pressioni indebite il comune di riferimento a varare varianti urbanistiche ad personam. Ma è proprio su questa doppia condizione che interviene invece il disegno di legge Urraro. Nel disegno di legge grillino, si stabilisce infatti che per sanare una casa abusiva sia sufficiente che l’edificio sia conforme ai regolamenti edilizi attuali. Non importa più, cioè, se l’abuso sia tollerabile rispetto alle regole in vigore quando l’edificio era stato costruito. Basta che lo consentano le norme attuali. Sì, ma con quali conseguenze? Nella relazione che accompagna la legge, il firmatario spiega così le proprie ragioni. Il testo unico 380 è il senso del ragionamento prevede la demolizione delle case costruite in violazione delle norme urbanistiche. Ma dato che gli abbattimenti hanno per i comuni dei costi insostenibili, e data «l’influenza esercitata dalla criminalità organizzata» sull’abusivismo, la legge di fatto resta pericolosamente disapplicata. Con l’aggravante che chi non rispetta la regola della doppia conformità, si vede costretto ad abbattere l’abuso se l’istanza viene bocciata. Meglio perciò una soluzione più equa, dice il disegno di legge. Meglio sanare ciò che si può, ma dietro il pagamento di sanzioni più aspre.

All’apparenza una norma di buonsenso, dunque. Che tuttavia scatena enormi perplessità tra magistrati di lungo corso come Aldo De Chiara, già avvocato generale dello Stato e procuratore aggiunto di Napoli oggi in pensione, che ha dedicato parte significativa della sua carriera alla lotta contro l’abusivismo edilizio, in particolare a Ischia. «È una proposta non condivisibile. Se non è un condono, poco ci manca», commenta De Chiara. «Dire che bisogna sanare certi abusi perché i comuni hanno difficoltà ad abbatterli ammonisce l’ex procuratore – è una linea che incoraggia la gente a violare la normativa in materia, come già accaduto con i condoni precedenti». Rinunciare alla doppia conformità, continua il magistrato, «potrebbe provocare qualche modifica ad personam allo strumento urbanistico vigente poco trasparente. Il territorio ha bisogno di una tutela anche penale, e non di un indebolimento come quello che sarebbe cagionato da modifiche di questo tipo». Una legge criminogena quindi, specie al Sud dove le mafie sono in agguato? «Sì è il giudizio di De Chiara la legge potrebbe in ipotesi indurre a modifiche delle norme anche a vantaggio di gruppi di persone che potrebbero condizionare gli enti locali per motivi clientelari e quant’altro». Ma che cosa accadrebbe in concreto se la proposta di legge venisse approvata? La risposta di Luigi De Falco, consigliere nazionale di Italia Nostra, è piuttosto netta.

«Se passasse la legge spiega l’ex assessore all’Urbanistica di Napoli – tutti gli abusi edilizi realizzati dal 94 a oggi diventerebbero sanabili, grazie a un semplice ritocco del piano regolatore.

Sfido qualunque sindaco, a non concedere la sanatoria ai suoi cittadini». E c’è di più. «Non si tratterebbe soltanto di una formula subdola di condono aggiunge De Falco – ma anche di un condono aperto, capace di regolarizzare in prospettiva tutti gli abusi edilizi del passato, del presente e del futuro». Raggiunto dal Mattino, il firmatario del disegno di legge Francesco Urraro, però frena. «È soltanto una proposta che abbiamo lanciato su Rousseau replica il senatore campano il provvedimento sarà oggetto di successive valutazioni, non c’è niente di definito». Dopo il caso Ischia, il pericolo di un colpo di spugna però esiste, e inquieta da giorni anche l’Ordine degli architetti. Solo tre regioni italiane su 17 si sono dotate infatti di un piano paesaggistico capace di neutralizzare i condoni in aree tutelate. Nel Sud, terra dove insiste la metà degli abusi edilizi italiani, in molti potrebbero festeggiare.

FONTE: Il Mattino

Posted in: Cronaca

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