Attacco a Bankitalia, chi è Luigi Federico Signorini e cosa fa il direttorio

Il vicedirettore generale finito nel mirino del governo, ha lavorato tutta la vita in Via Nazionale. Esperto di finanza pubblica, è spesso presente alle audizioni parlamentari sui principali provvedimenti economici del governo. Il suo mandato scade l’11 febbraio

Chi è Luigi Federico Signorini

È il vicedirettore generale della Banca d’Italia, carica che condivide all’interno del Direttorio con Fabio Panetta e Valeria Sannucci. È stato nominato nel 2013, con un mandato di sei anni rinnovabili per altri sei.
Fiorentino, 63 anni, ha fatto tutto il suo percorso in Via Nazionale: laureato a Firenze e alla Harvard University, vince la prestigiosa borsa Mortara che lo porta in Bankitalia.
Carriera interna, con un passaggio al Servizio studi.

Di cosa si occupa nel Direttorio?

La presenza nel Direttorio significa che insieme agli altri quattro membri, tra cui il governatore Visco e il direttore generale Salvatore Rossi, fa parte dell’organo di autogoverno della Banca d’Italia. Dopo la riforma del 2006 infatti l’istituto non è più guidato monocraticamente dal governatore ma da un organismo collegiale.

Quali sono i temi sui quali interviene più di frequente?

Signorini è conosciuto come l’uomo della finanza pubblica. È lui infatti a partecipare alle audizioni parlamentari sulla legge di Bilancio, sul Def e sui principali provvedimenti di politica economica. Non ha mai risparmiato critiche e giudizi rigorosi, a prescindere dai governi.
Su reddito di cittadinanza e quota 100, nell’ottobre scorso, suscitando l’irritazione dei gialloverdi, ha sollevato osservazioni sulla capacità delle due misure di “spingere” il Pil.

Quando scade il suo mandato?

Il suo mandato scade l’11 febbraio, e il Consiglio superiore della Banca d’Italia lo ha confermato il 16 gennaio per altri sei anni.

Come funziona la sua nomina?

Come avviene per il direttore generale e per gli altri vicedirettori, la scelta è compito del governatore, successivamente la nomina viene deliberata dal Consiglio superiore.
Passa poi al presidente del Consiglio che, di concerto con il ministro dell’Economia e sentito il Consiglio dei ministri, promuove un decreto che viene varato dal Presidente della Repubblica

FONTE: La Repubblica

Posted in: Politica

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