Fmi: «Reddito disincentivo al lavoro». Di Maio: «Non critichi chi ha affamato popoli»

Non solo il fantasma della recessione, ma anche rischio contagio globale dovuto alla situazione italiana. È quanto si legge nello staff report per l’Article IV del Fmi sull’Italia, datato 18 dicembre 2018. Le debolezze strutturali dell’Italia sono alla base della perfomance economica del Belpaese, per il quale «i rischi sono significativi e sono al ribasso». In caso di un acuto stress dell’Italia l’effetto contagio potrebbe essere globale e significativo. «Uno stress acuto in Italia potrebbe spingere i mercati globali in territori inesplorati».

Di Maio all’attacco. «Abbiamo già smentito tante voci in soli sette mesi e nel corso del 2019 smentiremo anche il Fmi. Chi ha affamato popoli per decenni, appoggiando politiche di austerità che non hanno ridotto il debito, ma hanno solo accentuato divari, non ha la credibilità per criticare una misura come il Reddito di cittadinanza, un progetto economico espansivo di equità sociale e un incentivo al lavoro». Lo dice su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio.

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Le previsioni Fmi. Se le pressioni sull’Italia dovessero accentuarsi potrebbero esserci «ricadute globali e significative» attraverso «una maggiore avversione al rischio a livello mondiale e il riprezzamento delle attività più a rischio». È l’allarme lanciato dal Fondo Monetario Internazionale, nel rapporto annuale sull’Italia in cui si riconosce come finora il contagio «è stato contenuto». Ma un’accentuazione dei problemi dell’Italia «potrebbe spingere i mercati globali in un territorio inesplorato».

Un evento scatenante, si sottolinea, potrebbe essere un eventuale «downgrade senza precedenti a livello ‘spazzaturà » dei titoli di un emittente sovrano molto grande, come appunto il nostro paese. Il Fondo segnala come, dal momento che il debito italiano è detenuto da molte istituzioni a livello globale «potrebbe verificarsi un’inversione ampia dei flussi di portafoglio, anche sui mercati emergenti e l’impatto potrebbe essere ampio all’interno dell’area dell’euro». infatti, si ricorda, «le banche francesi, spagnole, portoghesi e belghe hanno esposizioni considerevoli in Italia mentre le filiali di banche italiane sono di importanza sistemica in alcuni paesi dell’Europa centrale e orientale come la Croazia e la Serbia».

Allerta anche per quanto riguarda il reddito di cittadinanza: Le autorità italiane «dovranno valutare la transizione dal REI al reddito di cittadinanza» tenuto conto che «vista la forte evasione fiscale e le dimensioni dell’economia sommersa, sarà necessaria una grande attenzione per garantire» la corretta destinazione degli incentivi. Nel documento si ricorda come al Reddito sia destinata una quota pari allo 0,5% del Pil ma si segnala anche i pericoli legati a un elevato livello di partecipazione ma anche al fatto che alcuni beneficiari potrebbero cercare di combinare i benefici con il lavoro in nero. Senza contare che un forte impatto sul reddito «con benefici generosi, potrebbe anche spingere i lavoratori a basso reddito a smettere di cercare un’occupazione» con una ricaduta «nella trappola della povertà».

FONTE: Il Messaggero

Posted in: Politica

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