Autostrade, Avvocato Ue: sgravi Germania sul bollo non sono discriminatori

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Bruxelles, 06 feb – Il fatto che i proprietari di veicoli immatricolati in Germania beneficino di uno sgravio fiscale della tassa sui veicoli a motore per un importo pari all’importo previsto non costituisce una discriminazione fondata sulla nazionalità.

È questa la posizione dell’Avvocato generale Ue Nils Wahl che propone alla Corte di giustizia di respingere il ricorso dell’Austria contro la nuova tassa tedesca per l’uso della rete autostradale. Nel 2015, la Germania ha emanato una legge che prevede la riscossione di una tassa per l’uso delle strade federali (in particolare delle autostrade) per veicoli di peso inferiore a 3.5 tonnellate, denominata «tassa sulle infrastrutture». Per i veicoli immatricolati all’estero, l’obbligo di versamento ricade sul proprietario o sul conducente e sorge all’atto del primo utilizzo delle strade federali dopo l’attraversamento di una frontiera nazionale.

L’Austria ritiene che la Germania abbia violato una serie di disposizioni del diritto dell’Unione ritenendo che l’effetto combinato della tassa sulle infrastrutture e dello sgravio fiscale per proprietari di veicoli nazionali è tale per cui soltanto i conducenti di veicoli immatricolati in altri Stati membri sono soggetti all’imposizione. Il ricorso alla Corte d Giustizia era stato deciso dopo che la Commissione aveva chiuso (in seguito alla modifica, da parte della Germania, della normativa in relazione al prezzo dei bolli di breve durata e allo sgravio fiscale) il procedimento d’infrazione contro Berlino. L’Austria è sostenuta dall’Olanda, la Germania è sostenuta dalla Danimarca: l’interesse per la prossima decisione della Corte, che riguarda anche il settore del trasporto italiano, nasce anche dal fatto che si tratta di uno dei rarissimi casi in cui uno Stato membro ha avviato un procedimento d’infrazione nei confronti di un altro Stato membro.
Nelle sue conclusioni odierne, l’avvocato generale Wahl propone alla Corte di giustizia di respingere il ricorso presentato dall’Austria nei confronti della Germania ritenendo che gli argomenti dell’Austria relativi ad una presunta discriminazione fondata sulla nazionalità si basino su una comprensione fondamentalmente erronea della nozione di discriminazione. e lo Stato austriaco ”non è riuscito a provare la fondatezza delle censure alla luce dei due principi di base in materia di discriminazione”. Ciò perché i due gruppi di persone posti a confronto, in relazione alle misure contestate, non si trovano in una situazione comparabile: . I proprietari di veicoli nazionali sono sia utenti delle strade tedesche (e quindi soggetti alla tassa sulle infrastrutture) che contribuenti tedeschi (essendo soggetti alla tassa sui veicoli a motore). Di converso, i conducenti di veicoli stranieri sono contribuenti di altri Stati membri: essi possono, in quanto tali, essere soggetti ad altri tributi o oneri nei loro rispettivi paesi di residenza, ma non potranno mai essere tenuti a versare la tassa tedesca sui veicoli a motore. Di conseguenza, i proprietari di veicoli nazionali e i conducenti di veicoli stranieri sono comparabili per quanto riguarda l’uso delle autostrade tedesche, ma non sono comparabili quando vengono esaminati alla luce di entrambe le misure, il che comporta prenderli in considerazione sia come utenti delle autostrade tedesche che come contribuenti.
Inoltre, l’Austria non è riuscita ad indicare alcun trattamento meno favorevole che le misure in esame riservano ai conducenti di veicoli stranieri. L’avvocato generale riconosce che l’importo della tassa sui veicoli a motore che i proprietari di veicoli nazionali devono pagare sarà inferiore rispetto al passato grazie allo sgravio fiscale. Tuttavia, “anche qualora lo sgravio fiscale comportasse l’azzeramento della tassa sui veicoli a motore (il che non ha luogo) ogni conducente straniero, per usare le autostrade tedesche, sarebbe tenuto a pagare un importo corrispondente, al massimo, a quello che sarebbe dovuto dai proprietari di veicoli nazionali”.

Ad avviso dell’avvocato generale, le autorità tedesche “erano pienamente legittimate a ritenere che i costi della rete autostradale, finora sostenuti principalmente dai suoi contribuenti, dovessero essere equamente ripartiti tra tutti gli utenti, compresi i conducenti di veicoli stranieri”. E che i proprietari di veicoli nazionali “sarebbero stati soggetti a una tassazione di importo sproporzionato se fossero stati soggetti sia alla tassa sulle infrastrutture che alla tassa sui veicoli a motore”.
Per quanto riguarda le disposizioni del Trattato in materia di politica comune dei trasporti, e più precisamente la clausola che vieta agli Stati membri di adottare disposizioni meno favorevoli, nei loro effetti, nei confronti dei vettori degli altri Stati membri, l’avvocato generale dubita che tale clausola sia ancora applicabile. Infine, ritiene che “la tassa tedesca sulle infrastrutture è conforme a due dogmi, ampiamente ammessi, della politica dei trasporti dell’Unione: i costi connessi all’uso delle infrastrutture di trasporto dovrebbero basarsi sui principi ‘chi usa paga’ e ‘chi inquina paga’”.

FONTE: Il Sole 24 Ore

Posted in: Politica

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