Strage di Viareggio, processo d’appello: prime richieste di condanna con sconti di pena per effetto della prescrizione

L’accusa ha chiesto, come previsto, di tagliare 6 mesi ai manager tedeschi e austriaci imputati per il disastro del 2009: incendio e lesioni colpose non sono più punibili. Torna in aula l’ex ad di Ferrovie Moretti

Il sostituto procuratore generale di Firenze Luciana Piras ha chiesto condanne scontate di 6 mesi per i manager tedeschi e austriaci imputati nel processo di appello per la strage ferroviaria di Viareggio dicendo che le diminuzioni sono dovute solo alla prescrizione scattata nel maggio 2018 per i reati di incendio colposo e lesioni personali colpose. Le condanne così riformulate vanno da 7 anni e 6 mesi a 8 anni e 10 mesi per 9 dirigenti di società estere del trasporto ferroviario. Gli imputati fino a oggi erano accusati a vario titolo, per disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo, incendio colposo e lesioni colpose plurime.

La requisitoria dovrebbe protrarsi per tre udienze: insieme alla Piras, l’accusa è rappresentata anche dal pm che ha seguito tutta l’inchiesta della Procura di Lucca, Salvatore Giannino. In aula anche oggi è presente l’ex ad di Fs, Mauro Moretti. Presenti anche le famiglie delle vittime, che hanno lasciato sulle sedie dell’aula 32 del palazzo di giustizia di Firenze, una maglietta con il volto di ognuna delle 32 vittime della strage del giugno 2009. In rappresentanza della Regione Toscana, costituita parte civile, c’è la consigliera regionale del Pd Elisabetta Meucci.

La strage di Viareggio avvenne il 29 giugno 2009 quando, alle ore 23.48, il gpl, fuoriuscito da un carro cisterna deragliato entrando nella stazione della città della Versilia, invase il quartiere di via Ponchielli, causando forti esplosioni e un imponente incendio che distrusse molte case. Morirono in 32: tra le vittime anche bambini.

Il processo di primo grado a Lucca si è concluso il 31 gennaio 2017 con 23 condanne e 10 assoluzioni. Mauro Moretti venne condannato a 7 anni di carcere in quanto ex amministratore delegato per Rete Ferroviaria Italiana, ma assolto come ex ad di Ferrovie dello Stato. Vincenzo Soprano, ex ad di Trenitalia, venne condannato a 7 anni e 6 mesi, come Michele Mario Elia in qualità di ex ad di Rete ferroviaria italiana. Le condanne più pesanti furono inflitte ai responsabili della tedesca Gatx Rail, che aveva affittato a Fs i carri cisterna: nove anni e mezzo a Rainer Kogelheide, amministratore della società e a Peter Linowski, responsabile sistemi manutenzione.

FONTE: Il Fatto Quotidiano

Posted in: Cronaca

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