Scuola, i docenti italiani guadagnano la metà dei tedeschi. Studio Cisl su dati Ocse: siamo sotto la media Ue di 9000 euro

E per gli insegnanti il rinnovo del contratto non si vede

ROMA – C’è una larga letteratura, consolidata ormai, sugli stipendi dei docenti italiani inferiori “a quelli svizzeri”, in generale al Nord Europa. La Cisl ha aggiornato la documentazione a riguardo e, poggiandosi su dati Ocse del 2018, ha scoperto che si arriva a differenze oltre 9.000 euro tra la busta paga dei nostri insegnanti e la media dell’Unione europea e ha constatato che gli stipendi tedeschi sono il doppio. In tutti i cicli.

I Paesi presi in considerazione nel lavoro sindacale sono sette, compresa l’Italia: i riferimenti Germania, Francia e Spagna, quindi l’Olanda, il Portogallo e la Finlandia. Ogni nazione citata ha un buon motivo per essere paragonata a noi. In quasi tutte le situazioni prese in esame siamo gli ultimi: negli stipendi iniziali i lordi italiani sono i peggiori su sette nell’infanzia (24.807 euro), nella primaria (stessa cifra), nelle medie inferiori (26.743) e nelle superiori (stessa cifra).

La distanza maggiore – e parliamo sempre di inizio carriera – è con i guadagni dei tedeschi, mediamente il doppio: nell’infanzia c’è una differenza con l’Italia di 24.378 euro, nella primaria di 26.547, nelle medie inferiori di 28.550, nelle superiori di 28.820 euro. Favorevole alla Germania, appunto.

Nello stipendio iniziale, la busta paga italiana è paragonabile a quella dei docenti francesi – che secondo l’analisi Cisl è superiore di poche centinaia di euro – in tutte e quattro i cicli, ma il sistema scolastico transalpino prevede una crescita maggiore nel corso della carriera e il lordo finale a Parigi è di 9.100 euro superiore nell’infanzia rispetto a Roma e di 6.943 euro negli istituti delle medie inferiori. Spagna e Olanda, ancora, partono sfiorando quota 34 mila per infanzia ed elementari e in generale l’Italia è sotto la media Ue per una cifra che va da 1.225 euro a 2.771 euro l’anno (siamo alle medie inferiori in quest’ultimo caso e la differenza è di 213,15 euro ogni mese per tredici mensilità).

Nei diversi confronti, l’unico stipendio inferiore a quello italiano si trova tra le maestre d’infanzia della Finlandia, che, pure, è un Paese con un’istruzione in tutti i cicli riconosciutamente buona.

Negli ultimi mesi, sostiene il sindacato Anief, il rinnovo del contratto di lavoro della scuola italiana e la parziale indennità di vacanza contrattuale hanno permesso un recupero stipendiale che non va oltre il 5 per cento, a fronte di un costo della vita cresciuto del 14 per cento: “Il vicepremier Luigi Di Maio a nome del Governo ha detto di volere aumentare gli stipendi degli insegnanti per equipararli a quelli dei colleghi europei”, ricorda il segretario Marcello Pacifico. Le contrattazioni per il rinnovo a fine novembre garantivano, tuttavia, un aumento medio pari a 14 euro il mese.

FONTE: La Repubblica

Posted in: Cronaca

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