Nessuno paga il funerale: da tre mesi il corpo di un ragazzo nigeriano abbandonato all’obitorio di Vercelli

Era morto investito da un treno. La denuncia di un consigliere regionale che si offre di pagare le spese


Si è lanciato dal treno lo scorso ottobre e da tre mesi aspetta una sepoltura. Ingorghi burocratici e rimpalli di competenze da novanta giorni impediscono il funerale del giovane nigeriano di 33 anni, morto sotto un trenosulla linea Chivasso-Novara il 25 ottobre. Il suo corpo è in una cella frigorifera dell’obitorio di Vercelli in attesa che qualcuno paghi la fattura per il recupero della salma e si faccia carico del funerale di povertà. Una vergogna, denuncia su Facebook il consigliere regionale del Pd Gabriele Molinari pronto a farsi carico di risolvere le pratiche amministrative e sostenere i costi delle esequie. Con lui molti utenti della rete lanciati in una gara di solidarietà per offrire degna sepoltura al ragazzo. “Non so quale sia la storia di questo ragazzo e perché sia finita così – spiega Molinari – So però che come ogni altra persona ha diritto a un funerale, a un saluto, a non rimanere dimenticato in un obitorio per mesi. Mi occuperò quindi di questa vicenda, cercando di trovare una soluzione. Condivido volentieri, con chi vorrà, la possibilità di essere di aiuto, con un gesto anche minimo. Siete tutti benvenuti in questa causa di civiltà e umanità”.

La vicenda inizia lo scorso ottobre quando il ragazzo forse per sfuggire a un controllo della Polfersi lancia dal treno in corsa e muore, probabilmente nel territorio di San Germano Vercellese che però, a detta della sindaca Michela Rosetta, mai è stato coinvolto dalle autorità giudiziaria e non si è occupato del recupero della salma. “Un nostro vigile era intervenuto sull’incidente ma gli è stato detto che non serviva il suo servizio” spiega. Peccato che il 13 dicembre il piccolo Comune del vercellese si è visto recapitare una fattura da 540 euro da parte dell’agenzia di pompe funebri “La quiete”, a cui non aveva però assegnato alcun mandato. “Anche perché ho la convenzione con un’agenzia di zona e nel caso avrei assegnato l’incarico a loro” precisa la prima cittadina che ha rigettato la fattura e approvato una delibera di giunta per tutelare il suo comune “che non può farsi carico di spese che non le competono”.

Non solo: pochi giorni dopo aver ricevuto la fattura, la sindaca ha trovato nella posta anche la richiesta da parte dell’Asl di Vercelli di sostenere i costi per il funerale di povertà. “Anche in questo caso non spetta a noi pagare – spiega la sindaca – mi dispiace per il dramma umano di questo ragazzo che da tre mesi attende il funerale, ma la legge dice che il funerale di povertà spetta al comune di residenza e risulta che il giovane fosse residente a Bergamo, non a San Germano”.
La vittima è un giovane nigeriano sbarcato a Lampedusa nel 2011. Aveva ottenuto il permesso di soggiorno per motivi umanitari dalla questura di Bergamo e stava aspettando il rinnovo. Non era un clandestino. Nel Vercellese lavorava come imbianchino
Il giorno dell’incidente tra l’altro era già scoppiata una polemica per il commento razzista di una dipendente delle Fs che era stata sentita pronunciare la frase: “Meglio lui che un altro”

FONTE: La Repubblica

Posted in: Cronaca

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