Brasile, il ministro dell’Istruzione del governo Bolsonaro vuole militarizzare le scuole: “Se ce lo chiedono siamo pronti”

Ricardo Vélez Rodríguez, professore emerito della scuola di comando dello stato maggiore dell’esercito, è entusiasta del progetto di legge “Scuola senza partito”, programma che mira a porre fine al presunto indottrinamento marxista nelle aule pubbliche brasiliane, cambiando i programmi di storia e imponendo controlli sugli insegnanti attraverso l’istallazione di telecamere nelle aule.

“Il ministero dell’Istruzione appoggerà i municipi interessati a militarizzarel’amministrazione delle scuole pubblichemunicipali da affidare a ufficiali dell’esercito o della polizia militare”. Così il ministro dell’Istruzione brasiliano Ricardo Vélez Rodríguez, con una dichiarazione estemporanea, fuori contesto e a bassa voce, lancia l’ultima idea sulla scuola del nuovo governo brasiliano. L’ultima della campagna elettorale e la prima da quando il filosofo e teologo conservatore ha assunto la guida del ministero nel governo di Jair Bolsonaro.

Da quando è stato indicato lo scorso ottobre al ministero dell’istruzione e nel corso del periodo di transizione di governo, Velez Rodriguez ha rappresentato una sponda solida per la retorica anti-marxista del nuovo governo brasiliano. Una retorica che vede nella scuola uno degli obiettivi principali. Vélez Rodríguez, colombiano di origine, corrisponde infatti in pieno al profilo che il nuovo ordine brasiliano vorrebbe imporre all’istruzione pubblica. Professore emerito della scuola di comando dello stato maggiore dell’esercito, è entusiasta del progetto di legge “Scuola senza partito”, programma che mira a porre fine al presunto indottrinamento marxista nelle aule pubbliche brasiliane, cambiando i programmi di storia e imponendo controlli sugli insegnanti attraverso l’istallazione di telecamere nelle aule. Vélez Rodríguez è anche un critico dell’Enem, il concorso nazionale per l’accesso alle universitàpubbliche del paese, che considera responsabile di “invenzioni deleterie come l’educazione di genere” e di “indottrinamento scientifico e marxista basato su strumenti ideologici”.

FONTE: Il Fatto Quotidiano

Posted in: Estero

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